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Lapatinib con Trastuzumab per tumore precoce del seno HER2-positivo; risultati di sopravvivenza e associazione con risposta completa patologica


I risultati dello studio randomizzato di fase 3 NeoALTTO in donne con carcinoma mammario precoce HER2-positivo hanno dimostrato che la combinazione di Lapatinib (Tykerb, Tyverb ) e Trastuzumab ( Hercpetin ) ha migliorato significativamente i tassi di risposta completa patologica rispetto a ciascun farmaco da solo.

Sono stati riportati i dati per gli endpoint secondari prespecificati di sopravvivenza globale e libera da eventi, ed è stata valutata l'associazione tra questi risultati e la risposta completa patologica.

Sono state arruolate donne con tumore alla mammella HER2-positivo in fase iniziale e sono state assegnate in maniera casuale a ricevere Lapatinib orale ( 1500 mg ), Trastuzumab per via endovenosa ( 4 mg/kg dose di carico seguita da 2 mg/kg ), o Lapatinib ( 1000 mg ) più Trastuzumab ( stessa dose per singolo agente ) in combinazione per 6 settimane, seguite da ulteriori 12 settimane di terapia anti-HER2 assegnata in combinazione con Paclitaxel ( Taxol ) settimanale ( 80 mg/m2 ).

La chirurgia definitiva è stata effettuata 4 settimane dopo l'ultima dose di Paclitaxel.

Dopo l'intervento chirurgico, le donne hanno ricevuto tre cicli di FEC ( Fluorouracile 500 mg/m2 ed Epirubicina 100 mg/m2 e Ciclofosfamide 500 mg/m2 ) somministrati per via endovenosa ogni 3 settimane, seguite da 34 settimane della stessa terapia anti-HER2 neoadiuvante assegnata.

L'endpoint primario era la risposta completa patologica. Gli endpoint secondari comprendevano la sopravvivenza libera da eventi e globale e l'associazione tra la risposta patologica completa e la sopravvivenza libera da eventi o globale ( determinata mediante analisi di riferimento a 30 settimane dalla randomizzazione ).

Il follow-up è in corso.

Sono state arruolate 455 pazienti: 154 ( 34% ) sono state assegnate al gruppo Lapatinib, 149 ( 33% ) al gruppo Trastuzumab e 152 ( 33% ) al gruppo Lapatinib più Trastuzumab.

A un follow-up di evento di 3.77 anni, la sopravvivenza libera da eventi a 3 anni è stata del 78% nel gruppo Lapatinib, 76% nel gruppo Trastuzumab e 84% nel gruppo di combinazione.

La sopravvivenza libera da eventi non è variata tra i due gruppi con Lapatinib e Trastuzumab ( hazard ratio, HR=1.06, P=0.81 ), né tra i gruppi di combinazione e Trastuzumab ( HR=0.78, P=0.33 ).

La sopravvivenza media al follow-up è stata di 3.84 anni e la sopravvivenza globale a 3 anni è stata del 93% per Lapatinib, 90% per Trastuzumab e 95% per la terapia di combinazione.
La sopravvivenza globale non è differita significativamente tra i gruppi Lapatinib e Trastuzumab ( HR=0.86, P=0.65 ), né tra i gruppi di combinazione e Trastuzumab ( HR=0.62, P=0.19 ).

Analisi landmark hanno dimostrato che la sopravvivenza libera da eventi a 3 anni è notevolmente migliorata per le donne che hanno ottenuto una risposta completa patologica rispetto a coloro che non l’hanno ottenuta ( HR=0.38, P=0.0003 ), così come la sopravvivenza globale a 3 anni ( HR=0.35, P=0.005 ).

Eventi avversi si sono verificati in 149 pazienti trattate con Lapatinib ( 99% ), 142 pazienti trattate con Trastuzumab ( 96% ) e 147 pazienti trattate con la terapia di combinazione ( 99% ).
Gli eventi avversi più comuni sono stati: diarrea, rash o eritema, eventi avversi epatici e neutropenia ( non-correlati alla somministrazione di FEC ) e sono stati coerenti con il profilo di sicurezza noto di Lapatinib e Trastuzumab.
Si sono verificati 3 eventi cardiaci primari e 8 secondari, senza alcuna differenza significativa nell'incidenza tra i gruppi di trattamento per eventi primari o qualsiasi evento cardiaco.

Sebbene la sopravvivenza libera da eventi o la sopravvivenza globale non differissero tra i gruppi di trattamento, i risultati dello studio hanno confermato che le pazienti che raggiungono una risposta completa patologica dopo la terapia neoadiuvante anti-HER2 hanno una sopravvivenza libera da eventi e globale più lunga di quella delle pazienti senza risposta patologica completa. ( Xagena2014 )

de Azambuja E et al, Lancet 2014;15:1137-1146

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